cure di primavera

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Per rimetterci in forma cominciamo dalla psiche: mesi di poca luce, riscaldamento, nuvole e grigiori vari hanno costretto il nostro corpo ad abituarsi a regimi che ora, con la “bella stagione”, vanno  in crisi. In effetti, gli stimoli luminosi sono in parte colpevoli di stati di spossatezza, insonnia, stanchezza in generale, un’astenia sia fisica sia psicologica, affaticamento, mancanza di concentrazione con fasi  di depressione ed eccitazione, uno stato derivato per lo più dalle fatiche di adattamento invernali caricate dalle eccessive aspettative sulla bella stagione.Anche una nuova dieta puo’ aiutare  ad affrontare meglio i cambiamenti. Quindi via alle sane abitudini, frutta e verdura fresche  possibilmente crude e poco condite: le più depurative sono gli asparagi, ricchi di potassio, utili a contrastare il ristagno dei liquidi, e di numerosi antiossidanti; fave, carciofi, broccoli, aglio, cavolo, cicoria, cipolle, piselli, porri, radicchio, ravanelli, rucola, tarassaco, miste a erbe selvatiche come la borragine, il cerfoglio, la pratolina, il luppolo, la malva, la bardana e l’ortica; la lattuga è buona fonte anche di vitamina K, ottima per le ossa, e di lattucario, elemento con una buona proprietà calmante ed antinsonnia.


Per stimolare il corpo a liberarsi delle tossine esistono potenti alleati: il succo di aloe, il lievito alimentare, l’alga spirulina e l’aceto di mele. Un vero elisir è il tè verde; tre volte al giorno aiuta ad aumentare il dispendio energetico ed a bruciare più grassi.
Il cambiamento dell’abbigliamento deve essere graduale, soprattutto per evitare dannosi sbalzi di temperatura: la tecnica migliore è vestirsi “a cipolla”, più strati uno sopra l’altro così da riuscire ad adattarsi ad ogni situazione climatica.

Soprattutto smettiamola di chiedere alle amiche o al patner« Ma io sono grassa, cellulitica, come quella là?»: primo gli diciamo che abbiamo la cellulite e se lui non c’aveva fatto caso ora lo sa per certo, secondo lo mettiamo nella scomoda posizione di dirci una bugia o una verità che può offenderci, terzo gli facciamo guardare un’altra, che magari, alla faccia nostra, se ne frega!

  • Il sole può accrescere anche del 60% le potenzialità del nostro metabolismo. Approfitta della pausa pranzo per fare tutti i giorni una passeggiata di mezz’ora, in modo da fare rifornimento di vitamina D, una sostanza sintetizzata dal nostro organismo grazie, in parte, all’esposizione alle radiazioni solari.
  • L’ossigeno:Inspirato attraverso i polmoni, l’ossigeno penetra nelle cellule e viene assorbito dai mitocondri, le camere di combustione dell’organismo. Come qualsiasi altro fuoco, quello necessario per mettere in moto il metabolismo si può accendere solo con l’ossigeno. La formula è semplice: tanto maggiore è la quantità di ossigeno, tanto maggiore sarà l’efficienza del metabolismo. In campagna l’aria è molto ricca di questo gas, perche le piante ne liberano in grandi quantità e se piove la sua concentrazione si alza ancora di più.
  • Per dare il turbo alla tua giornata e bruciare i grassi in eccesso, dividi la colazione in due tempi: una pre-colazione, principalmente a base di frutta di stagione, che dà una sferzata di energia all’organismo perché va ad aumentare il volume sanguigno e a stimolare fortemente il metabolismo, e la colazione vera e propria, da consumare al massimo un’ora dopo lo spuntino del risveglio, a base di proteine (anziché di zuccheri che sono disidratanti): per esempio pane integrale con prosciutto crudo magro o arrosto o petto di pollo freddo, e uno yogurt o una porzione di formaggio di capra o un uovo sodo.
  • Depurati  consumando 250 grammi di yogurt con frutta fresca, un cucchiaino di miele e una manciatina di noci o mandorle sminuzzate  il pasto dopo un’abuffata
  • camminare, camminare, camminare:Sembra un consiglio banale e ripetuto fino alla nausea, ma poi nessuno lo fa: cammina ogni volta che ne hai la possibilità, incrementando ogni giorno il tempo quotidiano di camminata fino ad arrivare a 30 minuti al giorno. Vai a piedi a fare la spesa, in ufficio, al cinema, a casa di amici. Se proprio non puoi fare a meno dell’auto, parcheggiala lontano e fai un tragitto a piedi.

Il ginseng

  • Il Panax ginseng è una pianta che cresce spontanea in Corea, Cina e Russia, oltre che nelle foreste di abeti, betulle, cedri ed aceri.

Si tratta di una erbacea perenne a foglie palmate-digitate di altezza variabile tra i trenta ed in cinquanta centimetri, con piccoli fiori riuniti ad ombrello, rosacei: cresce da sola o in gruppi in zone montagnose, trai 30° e 48° di latitudine nord. La radice, la parte che viene usata, è a fittone e deve aver raggiunto almeno sei anni di vita per possedere i principi attivi; è inizialmente di forma cilindrica, poi conica con la parte mediana suddivisa in due o più piccole radici che la fanno assomigliare ad un minuscolo corpo ummano. Per completare gli aspetti botanici, bisogna ricordare che i terreni in cui cresce il ginseng possono essere riutilizzati solo dopo 10-12 anni e che recentemente sono state studiate a fini medicamentosi, con buoni risultati, anche la parti aeree della pianta.Il ginseng agisce attraverso un effetto di intemediazione tra sistema nervoso ed intero organismo. Più precisamente, stimola il sistema nervoso-centrale conferendo maggiore resistenza alla fatica e allo sforzo muscolare. Inoltre è un tonico cardio-circolatorio. Un famoso studio condotto sui topi, ha dimostrato che il ginseng stimola l’ipofisi e l’ipotalamo.

  • Medicago sativa. Nota anche come erba medica, è indicatissima nei casi di stress di natura fisica. È però controindicata in caso di iperestogenismo
  • Sequoia gigantesca. Si tratta di un gemmoderivato che esplica una notevole azione tonificante. Indicato per gli anziani.
  • Olea europaea. È simile alla sequoia

 

cure di primaveraultima modifica: 2009-04-28T11:36:00+02:00da altramusa
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