Continuando a parlare di riso…Riso alla cantonese

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INGREDIENTI (dosi per 4 persone):
  • 320 g. di riso tipo “basmati”
  • Due uova
  • 200 g. di piselli surgelati
  • ¼ di cipolla
  • 100 g. di prosciutto cotto in un’unica fetta
  • Sale fino q.b.
  • Sale grosso q.b.
  • Due-tre cucchiai d’olio
  • gamberetti a piecere

Cuocere i piselli con un cucchiaino d’olio, la cipolla precedentemente tritata ed un po’ d’acqua fredda (il tanto da ricoprirli); amalgamare bene il tutto e fare cuocere per 20 minuti circa; a cottura ultimata, aggiungere del sale fino.

Fare scaldare un po’ d’olio in una padellina antiaderente e versarvi le uova, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno fino a quando non si saranno strapazzate e rapprese in fiocchetti dorati.Cucinare i gamberetti e tenerli da parte.

Lavare il riso (crudo)sotto abbondante acqua corrente affinche’ tutto il bianco che rilascia sia scomparso.Cuocere il riso in acqua salata per circa 15-20 minuti, scolarlo e versarlo in una terrina.

Unirvi le uova, i piselli, il prosciutto precedentemente tagliato a cubetti, i gamberetti  e servire a temperatura ambiente con della salsa di soia dolce a parte.

la storia del riso

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Dall’Estremo Oriente il riso intraprende solo dopo millenni la sua diffusione verso Occidente, approdando in Mesopotamia, dove è coltivato nel IV secolo a.C., per giungere in Europa come prodotto alimentare con Alessandro il Grande. Ancor prima dei Greci, è il re di Persia che, verso la fine del VI sec. a.C., ordina esplorazioni in Asia a Scillace, primo tra i greci a compiere un viaggio lungo il fiume Indo, che riferisce come il cereale attecchisca nei territori dell’attuale Pakistan. Successivamente, il geografo Megastene (350-290 a.C.), agente del re Seleuco I Nicatore, ci informa sulla coltivazione del riso che prima di lui Teofrasto (371-287 a.C.) descrive nel suo libro “Storie delle piante” mentre Strabone (64 a.C. – 21 d.C.) afferma che i popoli dell’India “se ne nutrono e ne ricavano una specie di vino”. Sono senza dubbio i Greci che fanno conoscere il riso all’Occidente. Lo storico, geografo ed etnologo Aristobùlo di Cassandra (IV sec. A.C.) ne parla assieme ad altri che, con lui, hanno partecipato alle spedizioni in Asia con Alessandro Magno. Trascorsi molti secoli, Strabone, grande viaggiatore, nel suo “Geographica”, al libro IX, par.18, parla dei luoghi di coltura del cereale e sullo stesso argomento si sofferma Diodoro I Nicatore (355 a.C.) il quale, narrando di battaglie tra Eumene di Cardia, già segretario di Alessandro il Grande, e Antigono Monoftalmo, generale macedone, ricorda che il primo tra i due condottieri, per la carenza di un altro cereale, ha dovuto nutrire con riso, sesamo e datteri le sue truppe, prodotti che abbondano nella Battriana e nella Susania (regioni afghane del basso Eufrate). Già un secolo prima, comunque, di riso proveniente dall’Etiopia ha parlato Sofocle, mentre Dioscuride (I sec. d.C.) di Anazarbo, in Cilicia, testimonia che il riso è nutriente e costipante per l’intestino e Aristofane di Alessandria, in un suo verso poetico, traccia la ricetta di un involtino di riso. Da :www.risoitaliano.org
Continuando a parlare di riso…Riso alla cantoneseultima modifica: 2009-07-02T12:14:00+02:00da altramusa
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