La dieta ad alto residuo

stitichezza-stipsi.jpgLa stitichezza colpisce circa 13 milioni di italiani: 9 milioni di donne e quasi 4 di uomini.

 

Possiamo definire la stipsi un malfunzionamento dell’intestino originato da diversi fattori, alcuni ancora sconosciuti.

 

Una dieta corretta puo’ essere utile; vediamo come.

 

 

 

La dieta ad alto residuo implica l’assunzione di almeno 30 grammi di fibra al giorno (soprattutto di quella insolubile contenuta nei cereali ed in alcuni tipi di ortaggi), accompagnata da un apporto di acqua non inferiore ai due litri

  • ALIMENTI ASTRINGENTI (con parsimonia): limoni, riso, nespole, banane, mele, mirtilli, the, nespole.
  • ALIMENTI UTILI in caso di stitichezza: brodo di carne; avena o cereali integrali a colazione, carciofo, crusca (senza esagerare), polline, semi di lino, prugne secche, kiwi, carota; bere un bicchiere di acqua tiepida appena alzati può stimolare l’attività intestinale.
  • ATTIVITÀ FISICA: l’esercizio fisico migliora il tono muscolare e facilita la peristalsi intestinale. La tonicità dei muscoli addominali e perineali favorisce l’aumento della pressione intraddominale durante la defecazione. La sedentarietà, al contrario, conduce ad un indebolimento e ad una perdita di funzionalità del diaframma e dei muscoli che costituiscono la parete addominale, impedendogli di produrre un aumento pressorio adeguato all’attività defecatoria. Il semplice atto di camminare, al contrario, favorisce l’attivazione di un riflesso automatico che produce contrazioni del colon atte a spingere il materiale fecale verso l’ano. Il ruolo del’attività fisica è avvalorato anche dalla constatazione che molte persone costrette a letto o all’immobilità prolungata soffrono spesso di stitichezza

Una spinta eccessiva durante la defecazione, oltre ad ostacolare l’evacuazione stessa (per chiusura riflessa del canale anale), favorisce la comparsa di problemi come emorroidi e prolasso.

In caso di stitichezza bisognerebbe comunque evitare l’uso cronico di lassativi (max 10 giorni). L’abuso di questi prodotti può provocare crampi e coliche addominali, assuefazione, atonia del colon, squilibri elettrolitici (ipokaliemia) e perturbare l’assorbimento delle vitamine e dei minerali nell’intestino. I lassativi tendono infatti ad impedire il riassorbimento intestinale dell’acqua provocando disidratazione e, nei casi più gravi, accidenti vascolari.

La dieta ad alto residuoultima modifica: 2010-10-12T11:02:00+02:00da altramusa
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